La Sardegna è un’altra cosa.. è come la libertà stessa

” La Sardegna è un’altra cosa.. è come la libertà stessa” scriveva in un suo libro D.H.Lawrence. Parto da queste parole oggi, parole che descrivono quello che secondo me si assapora ogni volta che si sbarca in Sardegna: La LIBERTA’!!!

Non vivendo più in Sardegna da diversi anni ormai ogni volta che torno dalla mia famiglia, viaggiando quasi sempre in traghetto, penso già da quando imbarco l’emozione che provo e l’odore di porto e di petrolio che mi fanno eccitare  come una bimba quando sotto Natale aspetta il 25 mattina, l’attesa.. quell’attesa che dura quasi 10 ore di navigazione, la mia “vacanza/avventura” inizia là, quando metto piede sul traghetto e fingo di essere una crocerista in attesa del prossimo sbarco!!

Suona la sveglia della nave e quasi non mi infastidisce sapere che sono le 6 del mattino perchè come ho detto prima mi sento come una bimba e quindi mi vesto e corro sul ponte ad affacciarmi fuori per vedere l’alba e i primi scorci di Sardegna che si vedono in lontananza!!

Il cielo di mille sfumature di colore rosa fanno da sfondo mentre riesco a scrutare questo bellissimo paesaggio che ho visto tantissime volte: il blocco calcareo di Tavolara, le scogliere di Capo Figari e le onde docili che accarezzano lo scafo nella luce dell’alba.

Una volta in un articolo di una rivista ho letto: “La Sardegna era il fascino dell’esotico a un passo da casa, la meraviglia di spiagge deserte anche a Ferragosto” quanto aveva ragione quel giornalista!!!

Il mio viaggio inizia qua da Golfo Aranci piccolo centro trà Olbia e Palau che non solo ospita il porto per lo sbarco delle navi ma anche diversi villaggi affacciati a belle spiagge per le famiglie che non amano fare kilometri per raggiungere la struttura!!

Il tempo di una piccola colazione, riempio i miei polmoni di quell’odore di macchia meditteranea e di elicriso e riprendo il mio viaggio perSanta Teresa Di Gallura un piccolo paesino turistico con un paesaggio variegato che si alterna a coste con acqua cristallina degradante a scogliere granitiche con fondali brillanti dai mille colori e sfumature!!

Ma la mia destinazione non è quella e quindi proseguo il mio viaggio, durante il quale non smetto di riempirmi gli occhi di quel paesaggio che si alterna ad un universo di boschi, colline, picchi granitici, fichi d’india, vigneti e muretti a secco.

Arrivo finalmente ad Alghero e li mi sento davvero come una crocerista che è appena sbarcata in una città della Spagna più precisamente a Barcellona, non a caso Alghero è conosciuta come la piccola Barcellona sarda perchè ha conservato l’uso della lingua catalana. Il centro di Alghero è molto caratteristico ci sono botteghe e negozietti di artigianato locale situati in piccole vie acciottolate del Paese.
Ma il punto che preferisco di più in assoluto è il lungo mare di Alghero, quella passeggiata dove alla mia destra c’è l’odore del mare che mi inebria le narici e dall’altra il borgo catalano che si affaccia su esso: Romantico e malinconico allo stesso tempo!!

Decido di sedermi su quel muro che divide i due panorami e concedermi il mio primo e vero aperitivo sardo : una bella ichnusa fresca!!

Mangio un bel piatto a base di pesce visto il luogo in cui mi trovo e decido che è tempo di incamminarmi di nuovo sulla mia auto e prseguire il mio viaggio, senza prima raccontarvi che ad Alghero c’è il gioiello naturale trà i più affascinanti di tutto il bacino Mediterraneo: Le Grotte di Nettuno!!! Una meraviglia geologica raggiungibile sia via mare che via terra percorrendo la “escala del cabirol” (scala del capriolo) di 660 scalini circa.

Proseguo per Bosa ma non mi fermo qua, anche se Bosa meriterebbe di essere visitata sempre una distesa di colori delle abitazioni che si affacciano sul fiume che l’attraversa!!

Arrivo a Oristano stanca ma felice di passare la notte nella piccola capitale del giudicato di Eleonora d’Arborea, con il suo carico di storia, fino agli stagni e al mare delle coste del Sinis e verso l’area del Parco geominerario fra dune e spiagge.

Passata la notte decido che devo approfittare della famosa spiaggia Is Arutas La spiaggia di riso che c’è nelle vicinanze di Oristano e prima di partire per Cagliari mi concedo un pò di relax mare-e-sole di questa terra che tanto mi manca!! Questa spiaggia è fantastica la sua sabbia è un alternarsi di sfumature di colori trà il rosa, verde chiaro e il bianco…

Mangio un boccone al volo e mi rimetto in macchina il mio viaggio continua fino a Cagliari il capoluogo della Regione, Cagliari è maledettamente bella forse sono in pochi a vedere e capire la bellezza di questa città cosi ricca di storia e di attrazioni, per farvi capire in poche parole cos’è Cagliari mi affido a Lawrence che scrisse:” E improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura all’inizio della profonda baia senza forme. È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all’Italia. La città si ammucchia verso l’alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme: senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia, come una città nel messale miniato da un monaco. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là. Sembra la Spagna, o Malta: non l’Italia.”

Ci sarebbero tantissime cose da raccontare su cosa ho visitato a Cagliari ma vi lascio quel pizzico di curiosità e proseguo con il racconto del mio viaggio che finalmente prosegue per il mio paese di nascita e origine: La Barbagia di Belvi‘.
Arrivo dalla mia famiglia che mi attende festante in un piccolo paese del centro Sardegna, sono ai piedi del Gennargentu circondata da montagne, lecci, noccioli e castagneti, sono tornata a casa, mi sento Heidi quando riabbraccia finalmente il nonno di ritorno da Francoforte!!

Ho sempre pensato che la vera Sardegna è il posto in cui la maggior parte delle persone non ne conoscono l’esistenza; e per me la vera Sardegna è il cuore stesso, ancora intatto, ricco di tradizioni e cultura, dove l’aria che si respira è sconosciuta, limpida e quella di un tempo che sembra non passare mai!!!
Come ho detto prima la mia famiglia è festante e per l’occasione non mancano le preparazioni tipiche che mi attendono in tavola, tavola bandita a dovere come quella di un soldato quando torna a casa!!

Ad attendermi ci sono i culurgiones (ovvero dei ravioli) chiusi a mano con una treccia ad un lato i miei preferiti ripieni di patate (rigorosamente dell’orto di papà) e menta, non può mancare il porceddu (maialetto) cotto arrosto allo spiedo con bacche e foglie di mirto ad insaporire il tutto e per finire i mitici caschettes (tipici dolci di Belvi) che ricordano il velo della sposa per la pasta che circonda!! Aahh.. E’ sempre bello tornare a casa!!!

Trascorsi i giorni in famiglia il mio viaggio riprenderà alla volta di Macomer, Ozieri, Monti fino ad arrivare a Olbia , è un vero viaggio il mio on the road e alla fine il mio itinerario avrà la forma di un 8: che messo in orizzontale è il simbolo dell’infinito!!!!

Denise & Deborah Onano, Consulenti di viaggio online Evolution Travel Italia

Alghero
Belvi'
Cagliari con la sella del diavolo in lontananza
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