Viaggi in Corea del Sud: visto turistico, documenti e info

Oggi ci occuperemo delle formalità burocratiche necessarie in vista di una partenza per un viaggio in Corea del Sud.
Un paese estramente affascinante ma tutto sommato ancora poco conosciuto, poiché meta “di nicchia” per viaggiatori che cercano avventure autentiche e lontane.
Sarà anche per questo motivo che spesso molte persone non hanno idea di come organizzare l’iter burocratico pre-partenza.
In realtà non si dovrà spendere molto tempo alla ricerca di documenti poichè la procedura di ingresso nel paese è piuttosto snella.

Alla prima voce della lista di documenti necessari per un viaggio in Corea del Sud c’è il passaporto.
Questo dovrà essere avere una validità residua di almeno tre mesi; la tempistica verrà calcolata a partire dal giorno dell’arrivo nel paese.
Nel caso di passaporto prossimo alla scadenza, dunque, sarà utile procedere al suo rinnovo in tempo utile, rivolgendosi al più vicino ufficio passaporti.

A questo punto la domanda di rito sarà: “Serve il visto turistico per entrare in Corea del Sud?
La risposta è negativa: i cittadini italiani, infatti, possono accedere nel paese senza alcuna necessità di visto turistico.
Grazie all’accordo tra i due paesi si può evitare di fare specifica richiesta di questo documento, a patto di rispettare alcune condizioni.
Anzitutto, il viaggio dovrà avere una durata massima di 90 giorni.
In secondo luogo, il visto non è richiesto soltanto per viaggi a scopo turistico.
Una volta arrivati in Corea del Sud, non si dovranno svolgere attività che diano origine a remunerazione.

Nel caso in cui uno o più predetti requisiti non siano rispettati, occorrerà rivolgersi all’Ambasciata della Repubblica di Corea a Roma oppure al Consolato della Repubblica di Corea a Milano.

Stabilito ciò, sarà inoltre utile sapere che all’arrivo in Corea del Sud si dovranno compilare alcuni moduli: la prima scheda si chiama “Arrival Card” ed è nominativa (dunque valida per ciascun passeggero).
Il secondo documento è la “Custom Declaration“, valida invece per nucleo familiare; infine il terzo è il “Quarantine Questionnaire“.

In aeroporto, una volta atterrati in Corea del Sud, bisognerà valutare se utilizzare il percorso doganale “Nothing to Declare” oppure la strada “Goods to Declare”.
Sul sito ufficiale Korea Customs Service c’è un elenco completo di beni da dichiarare, utilizzando un’autocertificazione volontaria.
Ad ogni modo, sul portale Viaggiare Informati si fa presente che tutti i beni elettronici personali (quali ad esempio tablet, telefoni, smartphone, pc, fotocamere ecc…) vanno dichiarati all’arrivo o alla partenza in maniera tale da poterli riportare con sé senza dover corrispondere alcun pagamento di dogana, prima di lasciare il paese.

Infine, ecco alcune altre informazioni utili riguardanti la lingua, la moneta e il fuso orario.
In Corea del Sud si parla in maniera prevalente solo il coreano; anche negli ufficiali doganali e in aeroporto potrebbe essere difficile riuscire a parlare in inglese con gli addetti.
Per eventuali richieste specifiche, si consiglia dunque di rivolgersi ad Ambasciata e Consolato prima della partenza.

Il fuso orario vede 8 ore di differenza in più rispetto all’Italia (7 ore quando nel nostro paese è in vigore l’ora legale).
Infine, la moneta utilizzata è il Won sudcoreano.

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Redazione Evolution Travel

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